di Enrico Oliari –
È tensione diplomatica tra gli Usa e le Filippine per l’incredibile uscita del presidente-sceriffo Rodrigo Duterte, il quale, dopo essere stato ripreso dall’amministrazione Usa per la mano eccessivamente pesante contro pusher e trafficanti di droga (2mila eliminati dagli squadroni della morte in pochi mesi), si è rivolto tramite i media a Barack Obama apostrofandolo “Figlio di puttana, te la farò pagare”.
Da subito Washington ha annullato il bilaterale previsto in Laos a margine dell’Asean: lo ha annunciato il portavoce del Consiglio nazionale di sicurezza Usa Ned Price, comunicando che “Il presidente non avrà un bilaterale con Rodrigo Duterte. Incontrerà invece la presidente della Corea del Sud, Park Geun-hye”.
Eppure le critiche dei media e dell’amministrazione Usa ci stavano tutte, dal momento che oggi nelle Filippine è in corso un bagno di sangue e basta anche il solo sospetto per essere uccisi dai “giustizieri” di Duterte, senza neppure un processo.
Il presidente filippino non è tuttavia nuovo ad uscite shock, tanto che il 3 giugno, a poco più di 20 giorni dalla sua elezione, ha annunciato il proposito di reintrodurre la pena di morte ed alle critiche del Palazzo di Vetro ha risposto “Vaffanculo. Voi dell’Onu, non sapete come porre fine al massacro in Medio Oriente, non avete alzato un dito in Africa, cucitevi tutti la bocca”. Ha poi minacciato l’uscita delle Filippine dalle Nazioni Unite.
In un altro episodio aveva insultato un diplomatico statunitense definendolo “gay e figlio di puttana”.
Le boutade di Duterte sono tutt’altro che da classificare come tali, tant’è che in 22 anni di sindaco della popolosa città meridionale di Davao Duterte si era distinto per i metodi spicci, facendo uccidere almeno mille persone ritenute essere coinvolte nel traffico di stupefacenti.
La comunità internazionale teme che metodi sì duri possano sfociare in una dittatura, esperienza politica che le Filippine conoscono fin troppo bene. E gli Usa di perdere un alleato importante per la realtà geografica e geopolitica che rivestono le Filippine… ma chiamare il presidente degli Stati Uniti “figlio di puttana” deve essere stato davvero troppo.

