di Ehsan Soltani –

“Pecunia non olet, dicevano gli antichi romani. Ma oggi ad accorgersi che il denaro non puzza è stato un uomo i cui principi lo avrebbero dovuto far resistere ad ogni lusinga del dio-soldo: è avvenuto che Jaafar al-Sabawi, “ministro delle Finanze del Daash” (ovvero dell’Isil, il gruppo legato ad al-Qaeda che ha preso il controllo di parte della Siria e dell’Iraq) se ne è fuggito con la borsa dei soldi, lasciando gli indottrinati miliziani all’ombra delle bandiere nere… senza il becco di un quattrino.

al-Sabawi si è portato via dalle casse del movimento jihadista qualcosa come 16 mld di dinari iracheni, cioè 10.258.383 euro e 82 centesimi: il fatto è avvenuto a Hawija, città nel nord dell’Iraq poco distante da Kirkuk, e fonti hanno reso noto che “il denaro rubato proveniva da operazioni realizzate presso le banche di Hawija, frutto del contrabbando del petrolio. La cosa ha scatenato forti divergenze fra i gruppi di miliziani dopo che si è saputo che al-Sabawi è riuscito a fuggire verso una destinazione sconosciuta”.