di Marco Fidel Medina –
MEDELLIN. Pace fatta tra le Farc-Ep e il governo colombiano: dopo 52 anni di guerriglia costata la vita a oltre 100mila combattenti tra le parti e a 170mila civili, si è ufficialmente concluso il conflitto grazie alla mediazione di Cuba e della Norvegia.
I colloqui di pace, tenutisi all’Avana, sono iniziati nel novembre 2012 ed hanno visto la partecipazione di diversi rappresentanti, tra i qual il ministro degli Esteri Maria Angela Holguin, il caponegoziatore ed ex vicepresidente Humberto de la Calle e l’addetto alle relazioni estere Sergio Camarillo per la parte governativa, mentre per le Farc-Ep hanno negoziato Ivan Marquez, Pastor Alape e Carlos Antonio Lozada. Per l’Unione Europea era presente l’irlandese Eamon Gilmore.
Già lo scorso 24 giugno vi era stata la prima firma conclusiva dell’intesa, mentre la fine ufficiale è stata siglata oggi, ma dovrà essere sottoposta a referendum nazionale.
La nota congiunta trasmessa a fine incontro recita che “Abbiamo raggiunto un accordo irrevocabile, completo e definitivo per la risoluzione del conflitto e per la costruzione di una pace duratura”.
L’intesa, raggiunta in linea di massima già nel settembre 2015, raccoglie tra l’altro punti chiave su cui si era già trovato l’accordo nel corso dei tre anni di trattative a Cuba, come la riforma agraria da attuarsi nel rispetto della società e dell’ambiente, la partecipazione degli ex guerriglieri alla vita politica (potranno costituire un partito a tutti gli effetti) e lo stop alla produzione della droga, per cui verrebbe adottata una riconversione delle coltivazioni in prodotti agricoli.
E stato inoltre stabilito che se la magistratura colombiana si attiverà per punire gli ex guerriglieri responsabili di crimini di guerra e contro l’umanità, dovrà fare altrettanto anche con i gruppi paramilitari dell’Auc (Autodefensas Unidas de Colombia), vicini alla destra nazionalista ed autori di centinaia di assassini, massacri e di una sanguinosa guerra con le Farc-Ep.
Ivan Marquez ha dichiarato che “Abbiamo vinto la più bella di tutte le battaglie. La guerra con le armi è finita, ora inizia il dibattito delle idee”.
Da Washington il presidente Usa Barak Obama si è detto soddisfatto per la firma definitiva degli accordi, ed ha sottolineato a Santos che “Gli Stati Uniti sono orgogliosi di appoggiare la Colombia nella sua ricerca di pace: questo giorno come un momento decisivo in quello che sarà un vasto processo per applicare appieno un accordo di pace giusto e duraturo, che possa promuovere la sicurezza e la prosperità per il popolo colombiano”. Gli Stati Uniti verseranno alla Colombia un assegno da 450milioni di dollari quale “appoggio al rafforzamento delle istituzioni della Colombia”.
La Pesc Federica Mogherini, che ha sentito al telefono il presidente colombiano, ha diffuso una nota in cui si legge che “L’annuncio dell’accordo finale di pace all’Avana tra le Farc e il governo della Colombia è un motivo di celebrazione. È un’opportunità storica e unica per la pace in Colombia, che arriva dopo un lungo negoziato che ha richiesto grande volontà politica e perseveranza”, “sebbene restino molte sfide”. L’Ue, ha aggiunto, “resterà al fianco” della Colombia “nelle fasi successive al conflitto”.
Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz si è congratulato con le parti e con i mediatori, nella fattispecie Cuba e Norvegia, ed ha affermato che “Tutti hanno l’impressione che sia stata scritta una pagina di un nuovo capitolo nella storia del Paese. La giornata di oggi ricompensa chi, con coraggio e determinazione, non ha mai smesso di credere nella pace”. “L’Unione Europea – ha aggiunto – sarà accanto alla Colombia in questo cammino”.
Le Farc-Ep (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia – Esercito del popolo) sono una formazione di guerriglieri e di amministratori di ispirazione marxista-leninista, nata per, come dicono, proteggere gli interessi dei poveri e dei contadini che abitano l’entroterra colombiano contro le classi ricche e per opporsi all’ingerenza degli Stati Uniti negli affari interni della Colombia, alla privatizzazione delle risorse naturali, alle multinazionali e alla violenza delle organizzazioni paramilitari. Le Farc, che controllano quindi ampie parti del territorio dell’entroterra, si sono finanziate grazie alla produzione e alla vendita della coca, per quanto sussistano dubbi sulla gestione diretta del narcotraffico.

