Ansa, 8 mar 12 –
Le organizzazioni indigene iniziano oggi una marcia attraverso il Paese ”per la vita, l’acqua e la terra”, contro la politica mineraria del governo, dopo il recente accordo con una controllata da imprese cinesi per lo sfruttamento di una megaminiera a cielo aperto, situata nel sud dell’Amazzonia. Intanto l’esecutivo, col presidente Rafael Correa in testa, orchestra una contro-mobilitazione (per tutta la durata della marcia) per far fronte a quello che indica come un ”tentativo destabilizzatore”. La manifestazione della Confederazione delle nazionalita’ indigene dell’Ecuador (Conaie) parte dalla provincia amazzonica di Zamora Chinchipe, nel sud del Paese, e prevede di raggiungere Quito il prossimo 22 marzo. In contemporanea sono previste anche altre iniziative in tutto l’Ecuador, col sostegno di professori, studenti e, in alcuni casi, delle amministrazioni locali. Il braccio di ferro governo-Conaie (con rapporti che si sono deteriorati nel tempo) accende l’attenzione internazionale sul Paese, dove in passato le iniziative indigene hanno avuto un’alta incidenza sui destini della politica. Il presidente del Conaie, Humberto Cholango, ha sottolineato che la marcia avra’ carattere pacifico e ha definito la contromobilitazione una pura ”provocazione”. Alcuni analisti intanto sottolineano la frammentazione del movimento indigeno (con segmenti filo-esecutivo), e vedono nella marcia anche un tentativo di riorganizzazione.

