do Alberto Galvi –
Gli elettori dell’Ecuador hanno respinto una proposta referendaria che avrebbe consentito il ritorno di basi militari straniere nel Paese. La sconfitta al voto rappresenta un duro colpo per il presidente Daniel Noboa. Bocciata anche un’altra misura che mirava a convocare un’assemblea costituente per riscrivere la Costituzione.
Il “no” al referendum impedisce alle forze armate statunitensi di tornare alla base aerea di Manta, sulla costa del Pacifico, un tempo centro delle operazioni antidroga di Washington. Dal 2008 l’Ecuador vieta la presenza di basi militari straniere sul proprio territorio.
Gli elettori hanno respinto anche altre proposte, tra cui il taglio dei finanziamenti pubblici ai partiti politici e la riduzione del numero dei legislatori dell’Assemblea nazionale, che sarebbe dovuto passare da 151 a 73.
Il voto si è svolto in un contesto di violenza senza precedenti, in un Paese diventato un importante punto di transito per la cocaina prodotta in Colombia e Perù. Noboa ha schierato soldati nelle strade e nelle carceri, lanciato operazioni contro le roccaforti del narcotraffico e proclamato frequenti stati di emergenza. Le bande criminali hanno preso di mira candidati presidenziali, sindaci e giornalisti nella lotta per il controllo dei porti e delle città costiere.
Alcuni elettori potrebbero aver votato contro le misure anche per protesta contro la recente abolizione, decisa da Noboa, di un popolare sussidio sul gasolio, che ha provocato manifestazioni in diverse regioni del Paese.
In sintesi, una sonora sconfitta per Noboa, in carica dal novembre 2023. L’esito referendario potrebbe indebolirne ulteriormente il consenso.

