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Mentre l’Egitto continua a colpire in Libia le postazioni dell’Isis a seguito dei 21 lavoratori egiziani decapitati dai jihadisti, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi è intervenuto oggi rivolgendosi alla Lega Araba per ribadire la necessità di dar vita ad una forza militare volta a reprimere le minacce terroristiche nella regione. Infatti l’Egitto è impegnato anche nel Sinai, dove interviene in deroga agli accordi di Camp David del 1978 e dove già diversi militari hanno perso la vita a causa delle azioni del gruppo Isis di Ansar Beit al-Maqdis.

al-Sisi ha affermato oggi in tv che “Cresce e si fa ogni giorno più pressante il bisogno di avere una forza araba unita”. Per questo ha respinto le critiche mosse da diversi paesi arabi per i raid sulla Libia, ed ha ribadito che non vi è interesse a invadere o ad attaccare altre nazioni, ma l’Egitto difenderà sempre tutta la regione “se necessario e in coordinamento con i nostri fratelli arabi”.

“Come avrei potuto portare le mie condoglianza nella Cattedrale copta se l’esercito non avesse vendicato gli attacchi?” si è chiesto al-Sisi, ricordando che i 21 emigrati erano di religione cristiana.

Per questo “abbiamo colpito 13 obiettivi, tutti attentamente controllati: nessuno deve pensare che attacchiamo i civili”.