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In vista delle elezioni presidenziali del 26 e 27 maggio, il generale Abdel Fattah al-Sisi, candidato nonostante avesse stragiurato di non essere interessato alla politica (“Voi non riuscite a credere – aveva detto in agosto in una dichiarazione al Washington Post – che ci siano persone che non aspirano al potere: tra queste persone ci sono anch’io”), è tornato in un’intervista televisiva ad attaccare i Fratelli Musulmani, il gruppo islamista finanziato dal Qatar di cui il deposto presidente Mohammed Morsi era espressione.
Rispondendo al giornalista che lo intervistava, al-Sisi ha dichiarato che “Non l’ho distrutto io (il movimento dei Fratelli Musulmani, ndr.), lo avete fatto voi egiziani”. Quindi, al giornalista che chiedeva se questo significasse che sotto la sua presidenza i Fratelli Musulmani non sarebbero esistiti, l’ex generale ha risposto “Sì”.
Ha poi ribadito che in caso di sua elezione l’esercito “non avrà alcun ruolo nel governo dell’Egitto”, anche perché lui non è il candidato dell’esercito e comunque per candidarsi si è dovuto dimettere da tutte le sue cariche.

