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Nonostante in agosto il generale Abdel Fatah al-Sisi, ministro della Difesa, uomo forte dell’Egitto, capo dei militari e soprattutto uno degli artefici della deposizione del presidente Mohamed Morsi, avesse fatto sapere la sua intenzione di non candidarsi alla presidenza e di sostenere una soluzione condivisa alla crisi che coinvolgesse anche i Fratelli Musulmani (oggi messi fuori legge), ha oggi fatto sapere che correrà per la presidenza se “la popolazione” glielo chiederà e l’esercito lo supporterà.

A riportare la cosa sono state fonti israeliane, ma in realtà un responsabile vicino al generale ha dichiarato che al-Sissi non ha ancora preso una decisione, ma crede che “non avrà il lusso o la scelta” di restare in disparte alle elezioni, nel momento in cui verrà una richiesta in tal senso.

Giulio Andreotti amava ripetere che “il potere logora chi non ce l’ha” e difatti il 2 agosto al-Sissi aveva dichiarato al Washington Post di non voler correre per la presidenza: “Voi non riuscite a credere – aveva detto nell’intervista – che ci siano persone che non aspirano al potere: tra queste persone ci sono anch’io”.