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egitto scontriLe manifestazioni di ieri in Egitto dei Fratelli Musulmani, indette per chiedere la liberazione dell’ex presidente Mohamed Mori e fatte cadere nel 40mo anniversario della guerra arabo-israeliana del 6 ottobre 1973 e della vittoria dell’Egitto su Israele, si sono trasformate nell’ennesimo bagno di sangue, specialmente al Cairo, a Giza, a Beni Suef e Delga, a sud della capitale: ammonta infatti a 53 il numero dei morti ed a 268 quello dei feriti, vittime degli scontri con le Forze di sicurezza.

I cortei pro Morsi hanno cercato di avvicinarsi e di entrare in piazza Tahrir, provocando la resistenza degli agenti delle Forze di sicurezza trincerati dietro i mezzi blindati: alla pioggia di pietre e di oggetti è stato risposto con un fitto lancio di lacrimogeni, ma si sono uditi anche diversi colpi di arma da fuoco.

Il ministero dell’Interno ha dato notizia dell’arresto di 423 persone al Cairo e a Giza.

Solo tre giorni fa, dopo la Preghiera del venerdì, nei tafferugli fra manifestanti dell’Alleanza Nazionale (il partito Libertà e Giustizia, braccio politico della Fratellanza, è stato decapitato dei suoi vertici e messo fuori legge) e la polizia sono morte cinque persone.