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Com’era già successo l’estate scorsa, anche oggi la polizia egiziana è entrata negli studi televisivi di al-Jazeera, la tv panaraba con sede a Doha, nel Qatar, ed ha provveduto a trarre in arresto due giornalisti accusati di avere legami con i Fratelli Musulmani, formazione messa al bando martedì scorso come “organizzazione terroristica”.
I due sono l’egiziano Mohamed Adel Fahmy, responsabile dell’ufficio di corrispondenza del Cairo, già in forza alla statunitense Cnn, e l’australiano Peter Greste, ex inviato del network britannico ‘Bbc’, vincitore tra l’altro nel 2011 del ‘George Foster Peabody Award’, uno dei più prestigiosi riconoscimenti radio-televisivi internazionali, per un documentario sulla Somalia.
In Egitto si sta scontando parte della lotta fra Arabia Saudita e Qatar, il quale sta cercando di aumentare il proprio peso politico nel mondo arabo sostenendo i Fratelli Musulmani e nel contempo di acquisire il ruolo di intermediario con l’Occidente, da sempre rivestito da Riyad e dal Cairo.
L’accusa per i due giornalisti verte sul fatto di aver “trasmesso in diretta informazioni lesive della sicurezza nazionale”.
Numerosi altri giornalisti dell’emittente si trovano da tempo in custodia: tra essi Abdullah Elshamy, arrestato il 14 agosto scorso a margine dell’assalto delle forze di sicurezza contro due accampamenti allestiti dai manifestanti pro-Morsi alla periferia cairota, costato centinaia di morti.

