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E’ di oltre 30 militari morti e numerosi feriti il bilancio dell’attacco portato avanti contemporaneamente e in più punti nella penisola del Sinai ad opera degli jihadisti di Ansar Beit al-Maqdis: ad essere colpiti sono state decine di obiettivi, cioè edifici, posti di blocco e basi militari a Sheikh Zuwaid, ad el-Arish e nella parte egiziana di Rafah, al confine con la Striscia di Gaza. Attaccati persino la redazione di un giornale ed un museo.

Da quanto si è appreso i jihadisti sono ricorsi ad almeno un’autobomba e a diversi colpi di mortaio, ma quello di oggi è solo l’ultimo di una lunga serie di scontri con l’esercito, in quanto è manifestata intenzione dei terroristi proclamare l’indipendenza del Sinai per annetterlo allo Stato Islamico di Abu Bakr al-Baghdadi.

Ad el-Arish arrivano le condutture di gas dalla giordana Aqaba (che raccoglie il gas proveniente dalla Siria) e dall’Egitto, per poi entrare in mare e riaffiorare ad Ashkelon, in Israele.

In passato i combattenti di Ansar Beit al-Maqdis hanno tentato di penetrare nella città di al-Arish, ma sono stati respinti grazie all’utilizzo di carri armati del Cairo entrati nella penisola in accordo con Israele, in deroga agli accordi di Camp David del 1978.

Nel distretto di Rafah è in fase di realizzazione una zona cuscinetto per isolare il territorio egiziano dalla Striscia di Gaza e impedire l’ingresso di terroristi.