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Uno dei testimoni chiave dell’accusa nel processo contro l’ex presidente Mohamed Morsi per l’evasione dal carcere avvenuta nel 2011, il tenente colonnello Mahmud Abu Serei, è rimasto ucciso in Egitto a causa di una bomba esplosa nei pressi del Ministero dell’Interno, al Cairo. Con lui ha perso la vita un agente, mentre altri 5 e un civile sono rimasti feriti.

Il processo vede accusate 130 individui, quasi tutti membri dei Fratelli Musulmani (di cui Morsi era espressione) e di Hamas, i quali avevano preso d’assalto il carcere dove il leader si trovava rinchiuso e lo avevano liberato.

L’attentato potrebbe essere attribuito a un gruppo terroristico legato ad al-Qaeda, Ajnad Misr (Soldati dell’Egitto), che lo ha rivendicato affermando in un messaggio che “Le operazioni di punizione e vendetta continueranno”, con riferimento al golpe militare, organizzato su spinta della piazza, che ha deposto Morsi ed ha portato al potere l’ormai ex capo dell’esercito Abdel Fatah al-Sisi.

In passato anche il leader di al-Qaeda, Ayman al-Zawahri, che è egiziano, ha giurato di “vendicare” la cacciata di Morsi.