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Al-jazeeraI tre giornalisti di al-Jazeera Mohamed Fahmy, canadese, Mohamed Baher, produttore egiziano, e Peter Greste, australiano, sono stati oggi condannati a tre anni di reclusione da un tribunale egiziano in quanto ritenuti colpevoli di aver “diffuso false informazioni” e di aver operato in Egitto senza essersi registrati come giornalisti e quindi senza le autorizzazioni necessarie.

I tre con i loro servizi avrebbero inoltre sostenuto i Fratelli Musulmani, organizzazione oggi fuori legge, durante i duri scontri che hanno portato alla deposizione del presidente Mohammed Morsi ed alla presa del potere da parte dei militari guidati dall’attuale presidente, Abdel Fatah al-Sisi.

La nota tv panaraba al-Jazeera ha sede in Qatar, ed è stato proprio il Qatar ad essere il finanziatore dei Fratelli Musulmani, tant’è che gli esponenti del movimento politico non arrestati si trovano oggi esuli a Doha.

Il primo febbraio era stata cassata la sentenza del 24 giugno 2014 con la quale Greste e Famy erano stati condannati a 7 anni e Baher a 10 di reclusione, in quanto risultato in possesso di munizioni che, secondo la sua versione, erano state raccolte da terra durante gli scontri.

L’australiano Peter Greste era stato rimpatriato già in febbraio, mentre gli altri due erano liberi su cauzione. Ora presenteranno ricorso in appello, e l’avvocato di Fahmy, Amal Clooney (moglie dell’attore George Clooney) ha affermato che “E’ un precedente pericoloso, non c’è nessuna prova per incolparli, un tribunale serio e davvero indipendente sarebbe giunto a questa conclusione. L’ambasciatore canadese e io terremo una serie di incontri per chiedere l’estradizione di Fahmy in Canada”.

Con una nota il capo della comunicazione di al-Jazeera, Osama Saeed, ha comunicato che “Per noi è un giorno molto triste. A parte le questioni politiche o relative alla libertà di stampa, di cui parleremo in un altro momento, per noi è un dolore molto personale. Questi uomini sono nostri amici e sono praticamente una famiglia per noi”.