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La nuova Costituzione dell’Egitto, la terza in tre anni, è stata approvata con il 95% dei consensi, nonostante a votare siano stati solo il 42% degli aventi diritto, cioè 22 milioni di cittadini su 53 milioni.

La votazione, per quanto rappresenti comunque una vittoria per il governo di transizione, dimostra la profonda spaccatura che vi è nel paese, fin da quando il presidente Mohammend Morsi, dei Fratelli Musulmani, ha tentato di introdurre una legislazione di carattere confessionale.

Si potrebbe ora spianare la strada alla presidenza del generale Abdel Fatah al-Sisi, vicepremier, ministro della Difesa e capo delle Forze armate egiziane, il quale, dopo aver stragiurato di non essere interessato alla carriera politica, negli ultimi temi ha fatto sapere la sua disponibilità a scendere in campo.