di Fabrizio Montagner –

Si sono riaccesi i disordini in Egitto, dopo i gravissimi incidenti che hanno insanguinato il paese dal 2 luglio, quando i militari, forti della protesta di una parte della popolazione, hanno deposto il presidente Mohammed Morsi: da allora i leader dei Fratelli Musulmani sono stati gradualmente arrestati ed anche i beni del movimento e del relativo gruppo politico (Giustizia e Libertà) sono stati bloccati dalla magistratura.

Così per oggi, al termine della preghiera del venerdì, i Fratelli musulmani hanno deciso di tornare nelle piazze, come pure una manifestazione è stata annunciata per domenica, 40mo anniversario della guerra arabo-israeliana del 6 ottobre 1973 e della vittoria dell’Egitto su Israele.

In piazza Tahrir sono stati sparati colpi di fuoco in aria per disperdere la folla, ma i disordini che ne sono seguiti fra lanci di pietre e di lacrimogeni hanno causato già cinque morti.

Il movimento che raccoglie le formazioni di opposizione all’attuale governo Beblawi, fra cui i Fratelli Musulmani, si riconoscono ora in una nuova organizzazione, l’Alleanza Nazionale, la quale si pone gli obiettivi di riportare al governo quello che viene ritenuto il legittimo presidente, cioè Morsi, e di attribuire all’esercito un ruolo limitato alle sue funzioni.