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I due fatti sono indubbiamente scollegati, ma mostrano in modo emblematico la difficile situazione che sta vivendo l’Egitto: ieri nelle acque di Rafah, Sinai, una fregata della marina il cui equipaggio aveva individuato “elementi terroristi” sulla cosa, è stata centrata “un missile teleguidato” contro la nave che, secondo alcuni testimoni, si trovava a circa tre chilometri dalla costa. Lo scoppio del missile non ha provocato vittime: si ritiene che sia stato sparato dai jihadisti di Ansar Beit al-Maqdis, gruppo affiliati al Daesh (Isis), protagonista di numerosi attacchi ai militari e alle strutture amministrative del Sinai.
Ammonta invece ad almeno sei morti il bilancio degli scontri fra Fratelli Musulmani (gruppo oggi fuori legge) e sostenitori del governo del presidente Abdel Fatah al-Sisi, avvenuti oggi al Cairo: le violenze sono scoppiate a seguito di un corteo non autorizzato che ha preso il via in occasione della festa di fine Ramadan (Id al-Fitr).
