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Ha preso il via oggi al Cairo il terzo processo all’ex presidente Mohammed Morsi, espressione dei Fratelli Musulmani, rovesciato in seguito alle proteste della piazza da un colpo di Stato militare lo scorso 3 luglio: fra le accuse, che lo vedono sul banco degli imputati insieme ad altre 35 persone, ovvero ai vertici dello stesso partito, vi è quella di spionaggio finalizzato ad atti terroristici a favore del movimento palestinese di Hamas. Morsi deve rispondere anche dell’uccisione di due giovani nelle manifestazioni del 2011 contro il regime di Mubarak, in quello che fu il “Venerdì della rabbia”; alcuni capi di accusa contro di lui prevedono la pena di morte.

Nel frattempo è giunta da Taba, nel Sinai, la notizia di un’esplosione avvenuta su un autobus carico di turisti sudcoreani: almeno tre dei 30 viaggiatori sono rimasti uccisi dalla deflagrazione, mentre i feriti sarebbero 27.

Trovandosi la località vicino al confine israeliano, il governo di Tel Aviv ha inviato medici e mezzi di soccorso. Nella regione stazionano da tempo gruppi jihadisti legati ad al-Qaeda, in più occasioni autori di attentanti nei confronti di obiettivi militari e governativi egiziani.