di Enrico Oliari –
Continuano le tensioni in Egitto, dove il presidente Mohammed Morsi ha accentrato su di sé con un decreto da inserire nella redigenda Costituzione prerogative che appartenevano al potere giudiziario, fra cui l’inappellabilità delle sue decisioni davanti alla Magistrastura.
Tuttavia le proteste, che non conoscono sosta da giorni nelle varie città, di Alessandria, Ismailia, Assiut, Port Said, Suez, Mahalla, Damietta, Menya, Assuan e soprattutto nell’ormai nota piazza Tahrir del Cairo e che hanno già provocato tre morti, si stanno sempre più caratterizzando nello scontro ideologico fra il mondo politico confessionale islamico, al governo del paese, e chi sta dall’altra parte, cioè innanzitutto laici, quindi gli aderenti alle confessioni minori e persino alle piccole etnie.
Era dai tempi della rivoluzione contro l’ancien régime che non si vedevano le piazze egiziane così gremite di persone in protesta e non sono bastati le cariche della polizia e l’uso dei gas lacrimogeni a placare l’accusa nei confronti di Morsi di “neo-faraonismo”, grido a cui ha aderito anche la nota scrittrice Sekina Fouad, consigliere del presidente per la cultura, che ha annunciato la sue dimissioni.
Fra le voci critiche nei confronti dell’autoritarismo di Morsi spicca oggi quella dell’ex rais Hosni Mubarak, il quale, effettivamente, in termini di accentramento di poteri non era arrivato a tanto. Mubarak, che sta scontando una condanna all’ergastolo nell’ospedale del carcere di Tora, dove è ricoverato per le sue precarie condizioni di salute, ha affermato che il decreto emesso da Morsi giovedì mina il sistema giudiziario egiziano.
La percezione è che l’Egitto stia gradualmente passando da una forma di dittatura ad un’altra, dove a cambiare è stato semplicemente il Capo dello stato: “Il popolo vuole la deposizione del regime, non vogliamo un’altra dittatura”, sono gli slogan intonati in questi giorni nelle piazze egiziane, in un vortice dove i gas lacrimogeni lanciati dalla polizia stanno nuovamente annebbiando la reputazione delle istituzioni.

