Notizie Geopolitiche

Nonostante le caute aperture dimostrate da Mohammed Morsi e soprattutto il dispiegamento dell’esercito pressoché in tutto il paese, Mohamed Badr, portavoce della campagna Tamarod (ribellione) che ha raccolto oltre 15 milioni di firme in poche settimane per chiedere le dimissioni del residente egiziano, ha fatto sapere che “E’ troppo tardi, non ci sarà nessun dialogo e nessuna trattativa”.

Avrà luogo quindi la maxi-manifestazione prevista in diverse città per il prossimo 30 giugno, dove i manifestanti chiederanno di mettere fine alla graduale islalmizzazione del paese.

Da parte sua Morsi è arrivato ad ammettere di aver commesso “tanti errori” in un anno al potere, ma il suo intervento è stato bocciato dal leader del Fronte delle opposizioni, Mohamed el Baradei, il quale ha dichiarato di essere convinto che “milioni di persone scenderanno in strada” il 30 giugno.

Mohamed Zaki, comandante della Guardia presidenziale, ha dichiarato alla stampa che i suoi uomini non attaccheranno i manifestanti, neppure qualora la protesta si spingerà sotto il Palazzo: “Abbiamo il compito di garantire la sicurezza del palazzo dall’interno – ha spiegato Zaki – Nessuno dei miei uomini entrerà in contatto con i manifestanti se loro non tenteranno di scavalcare il muro di recinzione”.