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Nuova condanna per l’ex presidente egiziano Mohamed Morsi: un tribunale del Cairo lo ha condannato a morte per l’evasione di massa dei Fratelli Musulmani dal carcere Wadi El-Natroun nel 2011, mentre lo ha assolto dall’accusa di spionaggio a favore di Hamas, Hezbollah e Iran.
L’avvocato di Morsi, Amro Abdelhadi, ha commentato a caldo che “Un colpo di Stato non poteva finire che così: con la eliminazione di un presidente eletto democraticamente e rimosso con la forza. Quella emessa è una sentenza politica: si è usato un tribunale per coprire la volontà dei golpisti di far fuori un testimone scomodo. Si condanna a morte Mohammed Morsi e si assolve Hosni Mubarak: e questo sarebbe il “nuovo Egitto?””.
Quella di oggi è in realtà solo l’ultima di una lunga serie di condanne di tribunali di vario grado inflitta all’ex presidente, tanto che solo il 20 aprile un altro tribunale lo ha condannato a 20 anni di carcere in quanto ritenuto colpevole di aver incitato all’uccisione di manifestanti durante i disordini di fine 2012 davanti al palazzo presidenziale.
Morsi, leader del movimento islamista dei Fratelli Musulmani, era diventato presidente il 20 giugno 2012, ma la realtà vedeva un paese fortemente spaccato in due, con proteste, scontri e violenze. Per riportare la situazione sotto controllo era intervenuto l’esercito guidato dal generale Abdel Fattah al-Sisi (oggi presidente), il quale il 3 luglio 2013 aveva deposto il leader del Fratelli Musulmani.
Il movimento era finanziato dal Qatar, tanto che ancora oggi i vari esponenti non arrestati si trovano in esilio a Doha. Molti altri che non hanno lasciato l’Egitto sono stati processati e condannati, fra i quali diverse decine a morte. L’11 aprile scorso l’Alta Corte del Cairo ha confermato la pena capitale per la guida spirituale e leader dei Fratelli Musulmani Mohammed Badie, insieme ad altri 11 detenuti coinvolti nei disordini che portarono alla morte fra agenti e sostenitori di una e dell’altra parte, di 2.500 persone.
Oggi con Morsi sono state condannate per la stessa vicenda altre 105 persone, con pene che variano dalla detenzione alla capitale.
Le condanne a morte devono essere convalidate dal Gran muftì Wadi Shawki Allam.

