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Sono in corso in Egitto ancora scontri tra sostenitori ed oppositori dell’ex presidente Mohammed Morsi: disordini in questo momento si registrano nel perimetro della moschea di al-Azhar, al Cairo, conseguenti anche del fatto che da giorni le notizie sullo stesso Morsi sono frammentarie, come pure sui dirigenti dei Fratelli Musulmani fermati in occasione del golpe dei militari.
In mattinata si è saputo che a Morsi è stato revocato il passaporto diplomatico, e che le autorità del Cairo devono dare il via libera alla richiesta dell’’Alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, la quale vorrebbe inviare in Egitto una missione per “seguire gli sviluppi” nel Paese dopo la destituzione del presidenze lo scorso 3 luglio. In particolare Pillay vuole conoscere le basi legali su cui si fonda la detenzione del presidente deposto e dello staff presidenziale.
La missione, che dovrebbe contare circa quattro esperti, dovrà valutare eventuali abusi e particolari momenti di violenza, come l’assalto alla caserma della polizia dello scorso 8 luglio, respinto con la forza, in occasione del quale sono morte 51 persone.
Tra l’altro Amnesty International ha denunciato l’arresto di persone solo per il fatto di appartenere alla Fratellanza Musulmana, anche se, va detto, nei momenti di crisi le violenze vengono commesse da entrambe le parti, come nel caso dei militari caricati su un camion proprio l’8 luglio ed uccisi davanti ai manifestanti pro Morsi.
