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A causa dei recenti scontri che si sono registrati in Egitto in seguito alla condanna a morte di 21 ultrà e di altri tipi di pena comminati ad una cinquantina di tifosi per la strage nello stadio di Port Said del febbraio scorso, in cui persero la vita 78 persone, il ministro degli Interni egiziano Mohammed Ibrahim, è stato convocato dal giudice istruttore Abdel Aziz Shaheen per il prossimo 17 marzo, in veste di testimone.

I disordini sono iniziati anche perché in molti si sono risentiti per l’assoluzione di sette dei nove poliziotti imputati e l’azione del magistrato di oggi, il quale vuole “verificare la documentazione relativa alle armi date dalla polizia e al numero delle truppe schierate a Port Said durante gli incidenti”, suona come un tentativo di mediazione per calmare le acque.

In questi giorni vi sono state anche manifestazioni nelle quali sono state chieste le dimissioni di Ibrahim, il quale ha comunque dichiarato che non permetterà “a milizie o vigilantes di assumere i doveri della polizia”.