di Guido Keller –
Giornata di grandi cambiamenti in Egitto, dove il presidente Mohammed Morsi ha cancellato con un decreto la Dichiarazione supplementare costituzionale ad interim che concedeva ampi poteri ai militari, emessa il 17 giugno 2011 dal Consiglio Supremo delle Forze Armate presieduto dal maresciallo Hussein Tantawi. In pratica la Dichiarazione, confermata l’anno scorso con un referendum votato a maggioranza dagli egiziani, stabiliva che il ruolo di Capo dello Stato non sarebbe più coinciso con quello di Capo delle Forze Armate, nell’evidente tentativo di ridurre il potere dei Fratelli Musulmani, di cui Morsi è espressione, e degli alleati salafiti.
Sempre nella giornata di oggi Morsi ha nominato un magistrato, Mahmoud Mekki, già vicepresidente della Corte di Cassazione, alla carica di vicepresidente della Repubblica, scelta in contrasto con il predecessore Hosni Mubarak che non aveva mai scelto di avere un numero due del Paese.
A doversi fare da parte è stato invece il maresciallo Hussein Tantawi, già ministro della Difesa per vent’anni durante il regime di Hosni Mubarak e capo delle Forze Armate: al suo posto il presidente egiziano ha nominato Abdel Fatah al-Seesi; è stato destituito anche il Capo di Stato maggiore, Sami Annan, sostituito da Sediqi Sobhi.
Secondo quanto dichiarato da un altro generale alla Reuters, gli avvicendamenti decisi ai vertici militari sono stati fatti consultando le stesse Forze Armate e sia Tantawi che Annan sono stati scelti quali consiglieri presidenziali.
Mercoledì scorso, in conseguenza agli attacchi avvenuti nel Sinai ad opera di gruppi armati vicini ad al-Qaeda lì insediatisi, erano stati destituiti anche il capo dell’intelligence Murad Muwafi e il governatore della regione del Nord del Sinai, Abdel Wahab Mabrouk. Il generale Mohamed Raafat Shehata, ex comandante della Guardia repubblicana, è ora il numero uno dei Servizi segreti, mentre Maged Moustafa è stato assegnato al ministero degli Interni con il compito di coordinare gli apparati di sicurezza centrali. Il tutto mentre è in corso l’operazione Aquila, volta a liberare il Sinai dai gruppi armati anche con l’impiego dell’Aviazione, come concordato con Israele.
Oggi nella penisola del Sinai vi è stato anche uno scontro con i Caschi blu dell’Onu e, a quanto si è appreso, sono stati uccisi 7 miliziani.

