di Enrico Oliari –

Serie di attacchi oggi in Egitto, se non coordinati certamente frutto dell’alta tensione che si respira nella regione: l’azione più incredibile ha riguardato una vedetta della Marina militare egiziana impegnata in un’operazione di pattugliamento a 40 miglia al largo del porto di Damietta, nel Mediterraneo. Il mezzo è stato improvvisamente attaccato da uomini armati giunti a bordo di tre imbarcazioni, i quali hanno aperto il fuoco uccidendo 4 ufficiali e 13 marinai di leva e causando l’incendio della nave.

Subito sono giunte in soccorso della nave egiziana altre due motovedette dalle quali i militari hanno aperto il fuoco riuscendo ad affondare i tre natanti degli assalitori; da quanto si è saputo 32 di loro sono stati arrestati, mentre altri sarebbero rimasti uccisi. Secondo l’esercito 8 marinai risultano dispersi in mare, altri 5 sono rimasti feriti.

Il quotidiano El Masri el Youm ha riportato che vi erano “stranieri che potrebbero essere membri dello Stato Islamico”.

Sempre nella giornata di oggi vi sono stati ancora attentati al Cairo, dove due bombe sono esplose questa mattina nei pressi della stazione della metropolitana di Helmeyet el Zaytoun, nel Nord-Est del Cairo. Al momento il bilancio è di sette feriti.

Attacchi di questo genere sono pressoché quotidiani nel paese nordafricano, da quando i militari dell’attuale presidente Abdel Fatah al-Sisi e buona parte della piazza hanno deposto il 4 luglio 2013 il presidente Mohammed Morsi, leader dei Fratelli Musulmani, gruppo finanziato dal Qatar.

Il 24 ottobre scorso 25 militari sono rimasti uccisi in seguito ad un attacco nella Penisola del Sinai; due giorni prima un ordigno all’università del Cairo è costato il ferimento di 9 persone. Anche oggi due agenti di polizia e tre soldati sono stati uccisi in una serie di attacchi con armi da fuoco, sempre nel Sinai.

In particolare nella Penisola sono stanziati gruppi qaedisti e le Brigate Ansar Beit al-Maqdisi, che si sono riconosciute dello Stato Islamico di Abu Bakr al-Baghdadi, mentre i gruppi islamisti della capitale e delle altre città del paese, come Ajnad Mis, autore di altri attentati simili a quello di oggi, ne hanno preso le distanze.