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Un soldato è morto e quattro sono rimasti feriti ad al-Arish, nel nord del Sinai, in seguito ad un attacco di uomini armati, presso un check-point: non è dato da sapere se il fatto è ricollegabile ai disordini in corso nella capitale o, come è avvenuto più volte nelle ultime settimane, alla presenza di gruppi qaedisti, soprattutto stranieri, nella Penisola.
Intanto la Procura del Cairo ha accusato formalmente 404 persone di omicidio per gli scontri di venerdì a piazza Ramses, presso la moschea di al-Fatah; per gli arrestati sono stati disposti 15 giorni di carcerazione preventiva.
Sul piano internazionale il ministro degli Esteri, Nabil Fahmy, ha risposto ai paesi che hanno minacciato la sospensione degli aiuti dicendo che “Noi rifiutiamo tutte le minacce di taglio di aiuti: abbiamo chiesto ai diversi dipartimenti del ministero di condurre una revisione seria, logica ed obiettiva per vedere quali aiuti siano utili e quali sono usati per farci pressioni”. Riferendosi agli incidenti avvenuti presso la moschea, il ministro a prodotto in una conferenza stampa dei filmati sostenendo che “i Fratelli Musulmani terrorizzano i civili e volevano distruggere la moschea”. Gli Stati Uniti stanno pensando di sospendere la fornitura di elicotteri Apache.

