di Enrico Oliari

Dopo le molte proteste di piazza, costate ben 400 arresti tra cui 25 giornalisti, torna in auge in Egitto la questione delle due isole di Tiran e Sanafir, situate all’imbocco del golfo di Aqaba e cedute lo scorso 25 aprile all’Arabia Saudita dall’amministrazione Abdel Fatah al-Sisi in cambio ci cospicui investimenti.

Un tribunale del Cairo ha infatti invalidato l’accordo raggiunto tra il presidente egiziano e re Salman l’11 aprile in occasione della visita di quest’ultimo in Egitto, per cui ora sarà da valutare la conseguenza di tale decisione.

I propositi di Riad erano quelli di costruire un ponte che congiungesse la penisola Arabica con il Sinai egiziano, il quale sarebbe dovuto appoggiarsi proprio su una delle due isole.

In occasione della guerra del 1967 Israele aveva occupato militarmente le due isole, disabitate, le quali permettono di controllare l’accesso dal mar Rosso al golfo di Aqaba e quindi alla confinante Eilat, città israeliana sul mar Rosso, ma poi furono restituite al Cairo nel 1982 a seguito degli accordi di Camp David del 1978. Fu allora che l’Arabia Saudita ne reclamò la proprietà, aprendo un contenzioso che sembrava essersi chiuso con la visita di re Salman in Egitto.

Proprio per gli accordi di Camp David rimaneva comunque necessaria l’approvazione da parte del parlamento israeliano della cessione delle due isole dall’Egitto all’Arabia Saudita, ma da Gerusalemme era stato fatto sapere che non sarebbe stata presentata opposizione.