a cura di Enrico Oliari –

Elisa La Gala, che per Notizie Geopolitiche ha corrisposto da Tripoli, lavora oggi presso la Commissione europea, che ha sede non distante dalla stazione metro di Maelbeek: “ascoltavo le notizie prima di uscire di casa per andare a lavoro – ha raccontato -. Appena saputo quanto stava accadendo all’aeroporto, ho deciso di non uscire di casa, anche perché di solito prendo la metro e scendo alla fermata prima di Maelbeek. Ed è stato un bene“.

– Tuttavia l’allarme era già a 3 su 4, per cui ci si aspettava in qualche modo che sarebbe successo qualcosa…

Alcuni quartieri di Bruxelles, dove si concentrano immigrati di origine magrebina, non sono purtroppo un esempio di integrazione. Si è parlato molto di Molenbeek negli ultimi tempi e di come questo quartiere sia diventato la sede dei salafiti più radicali e delle reti per il reclutamento dei nuovi combattenti della jihad. Le cellule di Molenbeek hanno avuto un ruolo importante negli attentati al museo ebraico del maggio 2014 e di Parigi lo scorso anno. Va detto che i fatti degli ultimi tempi hanno contribuito ad alimentare la tensione, la psicosi collettiva e la stigmatizzazione nei confronti di una certa parte della popolazione.

Malgrado l’allerta sicurezza sia scesa da livello 4 a livello 3, la tensione è rimasta alta fin dallo scorso novembre, dopo i fatti di Parigi e gli arresti proprio qui.

Un attentato a Bruxelles al cuore dell’Europa, ai luoghi vicini alle istituzioni ha un forte valore simbolico, poiché è un attacco ai valori sui quali si fonda l’Unione Europea e più in generale il mondo occidentale. Per questo io ritengo che c’era da aspettarselo”.

– Cambierà la tua vita dopo quanto accaduto oggi?

Lo shock è stato grande e pensare che tutto tornerà come prima sarebbe sbagliato. Continuerò di certo a fare la stessa vita, ma non sarà più la stessa, anche in relazione con quanto succede più in generale nel mondo.

Oggi riflettevo sul fatto che nella mia rete di conoscenze ci sono tantissime persone che si trovavano in luoghi colpiti da attentati… questo è un indice forte di come le cose intorno a noi stiano cambiando”.