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Due esponenti dell’opposizione hanno lanciato un appello attraverso Radio France 1 e The Guardian per chiedere alla comunità internazionale di “ascoltare la nostra agonia. Vi ringraziamo per il rifugio che offrite ai profughi eritrei, ma se siete dei politici vi supplichiamo di continuare a fare pressioni sul regime eritreo”.
L’Eritrea è oggi una dittatura con un unico partito politico legalmente presente, il Fronte Popolare per la Democrazia e la Giustizia; è il paese africano dove i diritti dell’uomo sono più violati e dal quale proviene il maggior numero di profughi.
Presidente fin dal 1993 è Isaias Afewerki, il quale aveva condotto i guerriglieri del Fronte di Liberazione del Popolo Eritreo (FPLE) a prendere il potere dopo una lunga lotta contro gli etiopi occupanti (1991). Di fatto Afewerki rappresenta l’unica carica giuridica dello Stato, che ha un Pil di 4,349 mld di dollari e un reddito pro capite di 505 dollari.
Recentemente vi sono stati contatti fra l’Iran e l’Eritrea per una cooperazione di carattere militare, vista la posizione strategica del paese.
Uno dei due esponenti dell’opposizione che ha lanciato l’appello di oggi ha aggiunto che “Sono pronto a pagare con la mia vita, vorrei essere ricordato più come qualcuno che si è sacrificato piuttosto che stare seduto a lamentarmi con i miei vicini”.
Nella foto: Isaias Afewerki
