di Angelo Gambella –

al-Qaryatayn è un’antica città assira, situata nella Siria centrale, che dipende amministrativamente dal governatorato di Homs. Nel 2004 contava oltre 14.000 abitanti. La popolazione si divide tra cristiani di osservanza ortodossa ed arabi sunniti. Per questo al-Qaryatayn è conosciuta come città assiro-cristiana, mentre imperversa la guerra tra il governo siriano di Bashar al-Assad e l’ISIS che l’ha occupata lo scorso agosto.

Meno famosa della vicina Palmira, la città conserva numerose vestigia del tempo dell’antica Roma. Fra i resti più famosi comprende gli “Hamaam Balkis” (“Bagni di Saba”). Durante la dominazione romana al-Qaryatayn era conosciuta come un luogo di cura ed era una roccaforte della cavalleria legionaria romana. Allo stesso periodo risalgono colonne corinzie e ornamenti di marmo, mentre la vicina Palmira era all’apice della sua potenza. Alla prima età cristiana risale il monastero di Mar Elian, datato al V secolo, e conosciuto anche come monastero di San Giuliano d’Emesa.

Se la cittadina è stata al riparo per i primi anni del conflitto, tutto precipita il 5 agosto del 2015, quando con una rapida incursione i militanti dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, forti della conquista di Palmira, riescono ad avere la meglio sulla guarnigione dell’esercito siriano ed impongono il proprio controllo sulla città. Poco dopo le agenzie battono la notizia del rapimento di 230 civili dei quali almeno 60 cristiani. Pochi giorni dopo l’ISIS prende il controllo delle vicine cittadine di Mahin e Huwarin, e minaccia l’altra città cristiana di Sadad.

Il monastero cattolico di Mar Elian, vecchio di 1500 anni, viene distrutto il 21 agosto 2015 dallo Stato Islamico. Il monastero ospitava la tomba del V secolo di san Elian (Giuliano d’Emesa) ed era luogo di pellegrinaggio. Molti cristiani sono costretti alla fuga.

Nelle settimane successive la controffensiva siriana permette la riconquista di Mahin e Hawarin ma non tuttavia dial- Qarytayan che resta da allora nelle mani dell’ISIS.

Le operazioni militari condotte nel tempo dall’esercito siriano e dagli NDF, unità popolari che nella zona hanno una forte presenza di combattenti assiri e cristiani, grazie alla copertura aerea tanto dell’aviazione siriana che di quella russa, particolarmente efficace con gli elicotteri d’assalto, hanno avuto il duplice scopo di tenere l’ISIS lontano dalla strategica città di Sadad, che apre al collegamento stradale sia con Damasco a sud che alla più vicina Homs a nord, e di mantenere la pressione su al-Qaryatayn.

Nelle ultime settimane, mentre si stringe il cerchio su Palmira, anche attorno a al-Qaryatayn le operazione militari risultano essere più efficaci e l’esercito ha conquistato la maggior parte delle colline che sovrastano il centro abitato. La città è ora distante solo 2 km dalle prime unità dell’esercito ed è chiaramente visibile ad occhio nudo dai militari.

La città risulta ormai accerchiata da tre lati, lasciando ai militanti libero soltanto il lato sud, mentre la strada che porta a Palmira è giornalmente sorvolata dai caccia bombardieri russi.

L’assalto finale per liberare la città dall’ISIS è ormai questione di pochi giorni.