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Etiopia manifestazione omoroAmnesty International ha denunciato che almeno 97 persone sono state uccise dalle forze di sicurezza a seguito degli scontri che si sono tenuti in Etiopia, dove gli Oromo (il 34% della popolazione, cioè 25 milioni di individui) e gli Amhara (27%) manifestavano per chiedere riforme politiche, giustizia sociale e stato di diritto nelle loro regioni, le più popolose del paese.

Michelle Kagari, il vicedirettore per l’Africa orientale di Amnesty International ha reso noto che “Le forze di sicurezza hanno risposto con la mano pesante. Hanno sistematicamente fatto un uso eccessivo della forza nel vano tentativo di far tacere le voci dissidenti”. “Questi crimini – ha aggiunto – devono essere investigati rapidamente e in modo imparziale ed efficace. E tutti i sospettati devono essere portati davanti a tribunali civili senza il ricorso alla pena di morte”.

I fatti più gravi sono avvenuti nella città di Bahir Dar, capoluogo degli Amhara, dove hanno perso la vita una trentina di manifestanti, mentre in Oromia i morti sono stati 67.

Centinaia gli arrestati, condotto in luoghi di detenzione non ufficiali.

All’inizio dell’anno gli Omoro erano stati protagonisti di violente manifestazioni contro il piano del governo di inglobare terre agricole della loro comunità in una macroregione della capitale Addis Abeba, ed il piano del governo venne ritirato il 12 gennaio a seguito delle proteste.