Red 3 –
Dal 1 luglio 2025 il meccanismo dello split payment IVA ha cambiato volto. Con l’entrata in vigore delle nuove regole, le società quotate nell’indice FTSE MIB escono definitivamente dall’elenco dei soggetti coinvolti. Un passaggio che interessa direttamente chi emette fatture elettroniche, perché da questa data l’IVA non sarà più versata dal cliente, ma tornerà a essere gestita in maniera ordinaria dal fornitore.
L’obiettivo del legislatore è restringere il campo di applicazione della scissione dei pagamenti, lasciandola in vigore solo per la Pubblica Amministrazione e per le società a partecipazione pubblica qualificata. La proroga europea, valida fino al 30 giugno 2026, conferma dunque lo strumento ma con un perimetro più ridotto.
Cosa cambia per le imprese.
Dal secondo semestre di quest’anno, dunque, i fornitori che emettono fatture elettroniche verso imprese FTSE MIB devono applicare l’IVA in modo tradizionale, riportandola in fattura e liquidandola nella propria dichiarazione periodica. Per la Pubblica Amministrazione e le società controllate da enti pubblici con partecipazione superiore al 70%, invece, nulla cambia: restano nel regime speciale.
Per gestire al meglio le novità sullo split payment, imprese e professionisti dovrebbero aggiornare i software di fatturazione elettronica, eliminando i codici e le diciture relative alla scissione dei pagamenti per le società quotate. Come osservato da Tinexta InfoCert, azienda leader nel Digital Trust, soluzioni digitali efficaci e sempre aggiornate non solo garantiscono la conformità normativa, ma rappresentano anche un investimento capace di migliorare l’efficienza operativa e la competitività. È fondamentale dunque, in quest’ottica, formare l’ufficio amministrativo, così da evitare applicazioni sbagliate delle regole. Infine, è bene controllare l’anagrafica clienti, distinguendo chiaramente tra PA, società partecipate pubbliche e società quotate.
Split Payment e fatturazione: come comportarsi in caso di errore.
Nei primi mesi di transizione possono verificarsi errori. Se un fornitore emette per sbaglio una fattura elettronica con split payment a una società quotata dopo il 1° luglio, la procedura corretta è semplice. Occorre infatti:
1. Emettere una nota di credito per annullare il documento sbagliato
2. Inviare una nuova fattura con IVA ordinaria.
Il cliente non può correggere autonomamente l’errore: la responsabilità resta in capo al fornitore.
L’importanza della data di fattura.
Un aspetto da non sottovalutare riguarda la data riportata in fattura. Fino al 30 giugno 2025, si applica ancora lo split payment: se la data è, invece, dal 1° luglio in avanti, anche se l’operazione è avvenuta a giugno, l’IVA deve essere trattata in regime ordinario. Vale quindi la regola generale: conta la data di emissione, non il momento della prestazione o consegna.

