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Gli agenti di Pubblica sicurezza di Palermo hanno provveduto a fermare su ordine della Procura una donna libica di 45 anni che risiede nel capoluogo siciliano da tre anni, dove lavora in qualità di ricercatrice universitaria in Economia.
Khadgia Shabbi, questo il nome, è sospettata di essere in contatto con diversi foreign fighters e di fare propaganda in internet per al-Qaeda.
Gli inquirenti, che l’hanno monitorata per mesi, hanno appurato che la donna era in contatto con due foreign fighter in Belgio e in Gran Bretagna, ed è risultata essere parente di individui coinvolti nell’attentato al consolato Usa di Bengasi del 2012, in cui erano rimasti uccisi l’ambasciatore Chris Stevens, quattro funzionari statunitensi e una decina di poliziotti libici. Avrebbe tentato di far arrivare in Italia un suo cugino, poi morto in un conflitto a fuoco in Libia, ed aveva inviato denaro in Turchia.
L’indagine è coordinata dal Procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Leonardo Agueci e dal pm Gery Ferrara: il reato contestato è l’istigazione a delinquere in materia di terrorismo aggravata dalla transnazionalità.
Nonostante questo il gip di Palermo Fernando Sestito non ha ritenuto necessario convalidare l’arresto, obbligando la donna solo all’obbligo di dimora. Las decisione è dovuta al fatto che, pur essendovi gravi indizi, non sussistono il pericolo di inquinamento delle prove e di fuga.

