Notizie Geopolitiche –

panama traffico armi cubane grandeSaranno gli esperti delle Nazioni Unite ad ispezionare il cargo nordcoreano Chong Chon Gang, intercettato sul versante Atlantico del canale e condotto al porto di Colon, a 80 chilometri dalla capitale, Panama, dove è ormeggiato in un’area ad accesso limitato.

Il caso della nave proveniente da Cuba si presenterebbe, tuttavia, come una semplice “furberia” della Corea del Nord, la quale ha cercato di ottenere armi da Cuba, che con la Cina rappresenta l’unico dei due alleati del paese orientale, nonostante l’embargo in corso dovuto ai tre test nucleari.

Il 16 luglio scorso è stato lo stesso presidente del Panama, Ricardo Martinelli, ad annunciare trionfalmente il fermo della nave: “Sospettavamo che a bordo ci fosse della droga – aveva annunciato – . Quando abbiamo cominciato a scaricare la nave, vi erano 220.000 quintali di zucchero e alcuni contenitori con sofisticati equipaggiamenti per missili”.

Scoperto, il capitano della nave ha tentato il suicidio e man mano che la stiva è stata svuotata, sono venute alla luce casse contenenti pezzi per la costruzione di missili, quando non missili interi.

Con tutta onestà (anche perché non si poteva dimostrare il contrario) l’Avana ha riconosciuto la proprietà delle armi ritrovate a bordo della nave, precisando tuttavia che dovevano essere riparate e riportate sull’isola. Il ministero degli Esteri cubano ha poi precisato che sulla nave si trovavano “240 tonnellate di armi obsolete, di cui due missili terra-aria, nove razzi in pezzi di ricambio, due aerei del tipo Mig-21 e 15 motori per questo tipo di velivolo, tutte fabbricate alla metà del secolo scorso e che dovevano essere riparate e riportate nel nostro Paese”.

Da parte sua Pyongyang vi è stata la richiesta di far ripartire la nave con il suo carico, anche perché “le armi rientrano nel quadro di un accordo legittimo fra Pyongyang e L’Avana”, ma il ministro per la Sicurezza panamense, José Raul Mulino, ha risposto che “il carico è illecito perché non dichiarato, e ciò che non è nelle liste di carico, per quanto obsoleto, è contrabbando”;  i 35 membri dell’equipaggio verranno processati per contrabbando internazionale di armi.

Nonostante la continua ricerca di armi, il satellite mal funzionante spedito a stento nello spazio, i test nucleari e lo sfoggio di muscoli, la Corea del Nord è costretta alla fame. E’ uno dei paesi più impenetrabili del mondo, conta poco meno di 25 milioni di abitanti e se nei primi decenni di instaurazione del regime del Partito dei Lavoratori, di stampo marxista-leninista, ebbe una certa crescita, da anni ormai soffre di carenze alimentari, al punto che in aprile Desiree Jongsma, coordinatore Onu in Corea del Nord, ha dichiarato che due terzi delle 24 milioni di persone che vivono in Corea del Nord soffrono di insicurezza alimentare cronica, anche se le puntuali importazioni hanno finora consentito quest’anno di evitare una crisi.

Secondo un’inchiesta nazionale sulla nutrizione realizzata dall’Onu nel 2012, quasi il 28 per cento dei bambini al di sotto dei cinque anni soffre di malnutrizione cronica e il quattro per cento è gravemente denutrito. Anemia e denutrizione sono tra le principali cause della mortalità materna e infantile, ha indicato lo studio. Per quanto riguarda i diritti umani, diverse testimonianze di prigionieri evasi hanno indicato la presenza di campi di concentramento e di rieducazione nei quali sarebbero internati milioni di cittadini.