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Dopo aver definito Barak Obama “figlio di puttana” ed aver aggiunto “te la farò pagare”, cosa che gli è costata l’annullamento del programmato bilaterale in occasione dell’Asean, il presidente filippino Rodrigo Duterte ha comunicato oggi a Washington l’intenzione di interrompere la cooperazione militare, come pure che le esercitazioni congiunte previste per la prossima settimana saranno le ultime.

L’intenzione di Duterte è quella di interagire con la Cina, per cui è previsto per settimana prossima un vertice, come pure di avvicinarsi gradualmente alla Russia.

Parlando alla comunità filippina di Hanoi, in Vietnam, Duterte ha detto che non vuole chiudere agli Usa e che intende mantenere i canali aperti, anche militari, ma che non vuole creare problemi con la Cina a causa dei pattugliamenti attorno alle isole contese a cui gli Usa chiedono alle Filippine di partecipare, cosa che metterebbe in difficoltà il proprio segretario alla difesa.

La cosa arriva dopo che il 7 luglio scorso la Corte permanente di arbitrato dell’Aja ha dato ragione alle Filippine in merito alle rivendicazioni territoriali della Cina nel mar Cinese Meridionale, un’area ricca di risorse naturali e ittiche. Per i giudici infatti non hanno fondamento le rivendicazioni di carattere storico addotte dai cinesi, che nell’area hanno costruito diverse isole artificiali a scopo perlopiù militare.

Chiusa quindi la questione, Duterte sta tentando un riavvicinamento con la Cina, soprattutto per gli scambi commerciali.