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BiffIn un’offensiva di circa 200 jihadisti del Biff (Combattenti islamici per la liberazione del Bangsamoro), gruppo islamista attivo principalmente nella provincia di Maguindanao (Mindanao centrale), sono stati uccisi 9 civili cristiani di un villaggio. L’intervento tempestivo dell’esercito, attivatosi dietro ad una segnalazione dell’intelligence, ha permesso di respingere gli attaccanti e di mettere al sicuro decine di villaggi. Ammonta a 5 il numero dei miliziani uccisi.

I miliziani del gruppo islamista non sono nuovi ad azioni del genere, anche se in passato hanno compiuto attacchi soprattutto contro l’esercito, come in quello del 25 gennaio scorso, quando con gli alleati del Milf (Fronte di liberazione islamico moro) hanno ucciso 44 membri delle forze speciali.

Il Biff è nato nel 2008 da una scissione dal Milf, per poi allearsi e di nuovo allontanarsi; è stato guidato fino al 14 aprile 2015 dal guerrigliero e criminale Ameril Umbra Kato, morto per un attacco di cuore o forse per polmonite. Oggi al vertice vi è Esmael Abubakar, conosciuto come “Comandante Bungos”.

Obiettivo del Biff, che a differenza del Milf ha rifiutato un accordo di tregua con Manila, è la secessione del Mindanao dalle Filippine al fine di istaurarvi uno stato islamico.

Al momento non vi sono prove di contatti fra il Biff e l’Isis, come neppure della partecipazione nel conflitto siriano-iracheno di propri miliziani. I jihadisti filippini attivi nelle file dello Stato Islamico provengono dal gruppo Abu Sayyaf, attivo nella regione di Zamboanga.