di C. Alessandro Mauceri

In molti paesi la professione di giornalisti è diventata una vera e propria missione: tra guerre, scontri armati con le bande locali e delinquenza diffusa è sempre più difficile svolgere il proprio lavoro senza rischiare la vita.

Uno dei paesi dove, stando alle statistiche, il lavoro di giornalista è più pericoloso sono le Filippine: secondo un’indagine del Guardian, dal 1992 ad oggi sarebbero stati uccisi almeno 75 reporter. Una situazione resa ancora più difficile dal regime, anche perchè si vocifera che dietro ad azioni violente nei confronti dei giornalisti filippini vi siano stati politici, spesso collegati alla criminalità locale.

Da oggi, però, qualcosa potrebbe cambiare: i giornalisti filippini hanno dichiarato di non essere più disposti a subire queste violenze protetti, nel migliore dei casi, da un giubbotto antiproiettile e molti di loro hanno deciso di girare armati. E già in diverse occasioni hanno risposto al fuoco dei loro aggressori uccidendoli.