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Nonostante le dispute territoriali con la Cina per alcune isole e la corsa per il controllo militare dell’area, gli Stati Uniti e le Filippine hanno avviato il programma di esercitazioni congiunte di nove giorni, chiamate in gergo Balikatan (spalla a spalla).

Alle operazioni partecipano 4mila uomini di entrambi i paesi, una nave e 32 aerei americani e 2 navi e dieci aerei filippini.

Secondo il movimento ‘Primo Maggio’, maggiore partito di opposizione di sinistra che contesta la decisione di Manila di avviare le esercitazioni, il paese guidato da Benigno Aquino III vorrebbe offrire una base per un possibile attacco alla Corea del Nord, per cui “ci stiamo facendo trascinare in una guerra di aggressione americana”.

In effetti Manila ha detto di voler tutelare i 43mila filippini residenti nella Corea del Sud e domani il ministro degli Esteri Albert del Rosario sarà a Seul; del Rosario ha già detto che “come alleati, se vi è un attacco, ci dobbiamo aiutare gli uni con gli altri, perché di questo tratta l’accordo di alleanza”.