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Due cittadini tedeschi, il medico 71enne Stefan Okonek e la compagna 55enne Henrike Dielen, rapiti lo scorso aprile mentre compievano una crociera su uno yacht nelle acque tra il Borneo e le Filippine meridionali, hanno lanciato oggi un appello attraverso Radio Zamboanga City con il quale hanno fatto sapere che saranno decapitati se entro il 10 ottobre la Germania non si ritirerà dalla coalizione che sta attaccando l’Isil.
I due sono nelle mani del gruppo jihadista Abu Sayyaf, legato ad al Qaeda e da poco alleato dell’Isil, che ha chiesto anche un riscatto.
Okonek ha detto di sperare “che il nostro governo faccia di tutto perché loro (gli jihadisti) possano liberarmi”, mentre Dielen si è appellata alle autorità affinché si sbrighino “perché la prigionia nella giungla è molto pericolosa e sono a rischio di contrarre malattie”.
Il generale Gregorio Catapang, capo delle Forze armate di Manila, ha affermato che l’esercito non accoglierà le richieste dei rapitori e che “Stiamo facendo del nostro meglio per localizzarli”.
Il gruppo radicale islamista Abu Sayyaf si è sviluppato nel 1991, in una zona a maggioranza cristiana. In passato si è scontrato in più occasioni con l’esercito filippino.

