di Enrico Oliari

Da più parti è stata sopravvalutata la portata del contratto firmato lo scorso 21 maggio fra la Russia e la Cina per la fornitura di gas naturale prelevato dall’Artico: l’accordo fra la Gazprom e la Cnpc, che era in preparazione da almeno un decennio e che porterà il combustibile in Cina a partire dal 2018, prevede una fornitura per un valore di 426 mld di dollari, spalmabile però su 30 anni.

Facendo tuttavia un raffronto con quanto avviene con l’Europa, intesa come continente e non solo come Unione europea, risulta che, per quanto la cifra faccia impressione, si tratta di una fornitura non proprio consistente: il gas russo viene venduto in Europa ad una cifra compresa fra 350 e 550 dollari per 1000 m3, a seconda del paese acquirente; tenendo una cifra ipotetica di 400 dollari per per 1000 m3 (i dati precisi sono secretati), si deduce che il quantitativo di gas venduto dalla Russa alla Cina corrisponde ad una cifra di 14 mld di dollari all’anno, pari a 35 mld di m3 di gas, per una popolazione che è quasi il doppio di quella dell’intero continente europeo. Questi ha infatti importato nel solo 2013 dalla Russia 130 mld di m3 di gas, ovvero più di tre volte la portata di quanto previsto dal contratto fra la Gazprom e la Cnpc, per una popolazione che è quasi il doppio di quella del continente europeo.