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La Francia è stata teatro di due attacchi di probabile matrice jihadista: nel primo pomeriggio di ieri un giovane di vent’anni, un francese originario del Burundi, ha aggredito presso il commissariato di Joué-lès-Tours, nel dipartimento di Indre e Loira, un gruppo di poliziotti gridando “Allah akhbar”: armato di un coltello è riuscito a ferire al volto un agente, ma è stato immediatamente ucciso dagli altri poliziotti “con le armi di ordinanza”, come ha precisato il ministero dell’Interno.
L’uomo era conosciuto dalle forze dell’ordine per precedenti di piccola criminalità, ma il fatto potrebbe essere collegato a quanto il leader dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi, aveva detto nei suoi messaggi, ovvero raccomandato a cellule individuali di aggredire ed uccidere in Occidente poliziotti ed agenti; anche Abu Muhammad al-Adnani, portavoce dell’Isis, aveva detto in un suo messaggio che “Se non riuscite a trovare una bomba o un proiettile… usate la vostra auto e investiteli”.
In serata A Digione, capoluogo del dipartimento della Côte-d’Or, un uomo di 40 anni a bordo di un’auto si è lanciato contro un gruppo di persone, anche lui gridando “Allah akhbar”.
L’azione ha causato il ferimento di 11 persone, di cui due in modo grave, ma le autorità hanno riferito del gesto di “uno squilibrato”, per questo ricoverato in un ospedale psichiatrico.
Il 22 ottobre un 32enne canadese convertitosi all’islam, Michael Joseph Hallm ed altri suoi complici si sono messi a sparare all’impazzata a Ottawa uccidendo il soldato Nathan Cirillo, 24 anni; lo stesso giorno il 25enne Martin Ahmad Rouleau, già noto in quanto radicale islamico, ha investito con la sua auto il militare 53enne Patrice Vincent, a Montreal.
Il 25 ottobre il 32enne convertitosi all’Islam, Zale Thompson, ha ferito due poliziotti aggredendoli con un’ascia.

