di Mabrouk Bouchoucha ed Enrico Oliari –

Francia – Dopo la vittoria al primo turno, i socialisti francesi continuano nel loro successo vincendo su Nicolas Sarkozy e sugli accenti polemici da lui utilizzati in campagna elettorale: i francesi hanno votato e portato all’Eliseo un nuovo presidente, François Hollande, il quale ha ottenuto al ballottaggio il 51,9% dei voti contro il 48,1% del candidato dell’Ump.

Appena ricevuta la notizia della sconfitta, Sarkozy ha fatto sapere la propria delusione ed ha annullato i festeggiamenti preparati in Place de la Concorde.

Festa invece per i socialisti in piazza della Bastiglia, dove parlò per la prima volta da presidente François Mitterrand nel 1981 e in rue Solferino, dove ha sede il partito di Hollande: il nuovo eletto, visibilmente commosso davanti alla folla esultante, ha dichiarato di voler essere “il presidente di tutti. Questa sera non ci sono due France, c’è una sola nazione. Ognuno sarà trattato nello stesso modo, stessi diritti e stessi doveri. Nessun figlio della repubblica sarà lasciato indietro o discriminato”. Ha poi proseguito: “i  francesi hanno chiesto un cambiamento, mi impegno a lavorare”. Hollande ha salutato pubblicamente il presidente uscente Sarkozy, il quale lo ha chiamato al telefono per fargli gli auguri.

Grecia – Hanno punito i grandi partiti tradizionali pro austerity, i greci, con il voto di domenica 6 maggio, consegnando il paese ellenico, come se non bastasse, all’incognita di una maggioranza destinata a tenersi sul filo del rasoio: le proiezioni assegnerebbero infatti a Nea Dimokratia e a Pasok solo 151 dei 300 seggi disponibili, mentre ad ingrossarsi sarebbero le file estremiste della sinistra ed addirittura del partito filo-nazista Alba dorata, profondamente contrari al clima di austerity ed a un’Europa del rigore.

Nea Dimokratia porterebbe a casa il 19,2% delle preferenze, Syriza (sinistra) il 16,3%, il Pasok di Papandreu il 13,6%; il Partito Greci indipendente (destra) prenderebbe il 10,5% delle preferenze, il Kke (comunisti) l’8,5, Alba dorata il 7% e Sinistra democratica il 6%.

Il voto in Francia e quello in Grecia rappresentano un duro colpo per Angela Merkel e la politica del rigore in Europa, il cui peso si riversa in modo pesante sulle classi deboli e medie, ed anche nelle elezioni dello Schleswig-Holstein il movimento dei Pirati e il partito dei Verdi potrebbero spodestare il partito del cancelliere dalla guida del Land.