di Giacomo Dolzani – 

Un uomo sessantaduenne di religione ebraica è stato accoltellato in strada oggi a Strasburgo, nella Francia occidentale: mentre camminava, Chalom Levy, questo il nome della vittima che si trovava in città per fare acquisti, è stato aggredito da un uomo che, urlando Allahu Akbarm (Allah è grande), gli ha spinto un coltello nell’addome. Il grido ha fatto subito pensare ad uno jihadista, probabilmente legato all’Isis, anche dato il bersaglio scelto.

A raccontare l’accaduto è Mendel Samama, un rabbino amico della vittima, il quale ha spiegato che Levy, nonostante la furia dell’aggressore, che stando alle testimonianze era molto più giovane di lui, è riuscito a strapparsi il coltello dal corpo e correre verso un bar vicino, dove i clienti hanno barricato le porte e chiamato le forze dell’ordine, che hanno arrestato l’attentatore.

Secondo fonti mediche la vittima avrebbe subito lesioni non gravi, che non lo pongono in pericolo di vita.

La polizia non ha rilasciato dichiarazioni sull’identità dell’uomo che però, secondo indiscrezioni, sarebbe già stato sottoposto a trattamenti psichiatrici e, proprio per questo, le autorità locali hanno per ora escluso l’ipotesi dell’attentato terroristico.

Attacchi di questo tipo, condotti da “malati psichici” anche inneggianti allo Stato Islamico che colpiscono persone comuni in luoghi pubblici, con il fine di diffondere la paura, sono sempre più frequenti, soprattutto Francia e Germania e la scusa dell’infermità mentale assomiglia sempre più ad un espediente al quale ricorrono le autorità per evitare che si diffonda il panico.

Twitter: @giacomodolzani