di Daniele Priori –
Attacco in una chiesa in Francia, a Saint-Etienne-du Rouvray, 29mila abitanti nel dipartimento della Senna Marittima, regione dell’Alta Normandia: due individui armati di coltello sono penetrati nell’edificio religioso mentre veniva celebrata la messa, prendendo in ostaggio un sacerdote, due suore e due fedeli.
Quello che è apparso in un primo momento il gesto di due malati psichici, si è rivelato essere un’azione terroristica: dopo aver sgozzato il prete e un’altra persona, che sarebbe gravissima, gli attentatori hanno tentato di lasciare la chiesa ma, aperta la porta, si sono trovati di fronte un cordone di poliziotti che ha aperto il fuoco.
Uno dei due aveva la barba ed entrambi indossavano la chachia, il tipico copricapo di una parte del mondo islamico; avrebbero urlato “Daesh”, acronimo arabo dell’Isis.
Il sacerdote si chiamava Jacques Hamel ed aveva 86 anni, era prete dal 1958. A dare l’allarme una suora che è riuscita a fuggire.
Il ministro dell’Interno francese Bernard Cazeneuve e il presidente francese Francoise Hollande si sono recati a Saint-Etienne-du Rouvray, ma la cosa più incredibile è quanto saputo da fonti giudiziarie, citate da Le Figaro, che indicano l’ennesima falla nel sistema di sicurezza francese: uno dei due terroristi, Adel Kermiche di 19 anni, nel 2015 aveva cercato di arruolarsi nell’Isis ma venne bloccato alla frontiera turca. Tentò più volte di arrivare in Siria, ma venne poi arrestato all’aeroporto di Ginevra ed estradato in Francia dove, dopo un anno di carcere, i giudici francesi gli diedero i domiciliari con l’obbligo di portare il braccialetto elettronico.
Il presidente francese Francois Hollande ha definito un “ignobile attentato terroristico” l’attacco condotto da “due terroristi che si sono definiti del Daesh”.
Risale al 13 novembre 2014 il messaggio audio del “Califfo” Abu Bakr al-Baghdadi con il quale raccomandava ai “lupi solitari” e alle “cellule in sonno” di colpire e di portare il terrore in occidente ed annunciava la prossima “marcia dei mujaheddin, che continuerà finché non arriveremo a Roma”. Anche Abu Muhammad al-Adnani, portavoce dell’Isis, aveva detto in un suo messaggio che “Se non riuscite a trovare una bomba o un proiettile… usate la vostra auto e investiteli”.
Certo è che resta impossibile presidiare tutti i possibili obiettivi: nessuno poteva immaginare che la chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray potesse essere un luogo sensibile agli attacchi terroristici.

