di C. Alessandro Mauceri –
I vari paesi europei stanno affrontando il problema dei migranti in modi molto diversi. In Spagna hanno deciso di verificare il diritto di accesso già prima che immigranti giungano allo stretto di Gibilterra. In Italia continuano incessanti gli sbarchi. E in altri paesi non si arresta la costruzione di muri e recinzioni di filo spinato. In Francia e in Gran Bretagna hanno deciso di fare diversamente.
A Coquelles, nel dipartimento Pas-de-Calais, Eurotunnel, la società franco-britannica che gestisce il Tunnel della Manica ha inondato i terreni tutt’intorno all’accesso del canale sotterraneo con lo scopo di impedirvi l’accesso ai migranti, cosa confermata da un funzionario della società, il quale ha spiegato che “Dei terreni sono stati recentemente inondati per mettere in sicurezza l’area, si tratta di circa 650 ettari”. Uno strumento che dovrebbe aggiungersi agli altri destinati ad evitare l’accesso abusivo al tunnel: “Fra i mezzi usati per la protezione del sito ci sono barriere, infrarossi, telecamere e anche l’intervento sulle aree circostanti, con zone umide o la deforestazione”.
Questa decisione alquanto drastica è stata presa dopo che a luglio dello scorso anno il traffico nel tunnel era stato interrotto a causa del tentativo di oltre 1500 migranti di entrare nel Regno Unito attraversando la Manica. Come riportò la Bbc, la società Eurotunnel aveva dovuto avvertire i viaggiatori dei problemi che potevano derivare a causa dei migranti che avevano preso d’assalto proprio il terminal di Coquelles. Secondo AFP, almeno 18 persone persero la vita nel tentativo di attraversare la Manica aggrappandosi ai camion trasportati da treni merci. In quella occasione il governo di Parigi decise di inviare 120 agenti supplementari per controllare l’entrata del tunnel, sottoposto a una pressione “inedita”, come dichiarò il ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve. Proprio in quell’occasione, però, lo stesso ministro affermò, non senza sollevare polemiche, che Eurotunnel doveva “ugualmente assumersi le sue responsabilità” di mettere in sicurezza l’area.
La decisione della società non si è fatta attendere: “Fra le misure prese da Eurotunnel dopo l’estate 2015 c’è l’estensione dei fossati e delle zone umide”, ha confermato la prefettura di Pas-de-Calais. Le misure sono state decise durante una delle riunioni del comitato franco-britannico che ha l’obiettivo di aumentare la sicurezza del sito Eurotunnel e del porto di Calais.
E, come se non bastasse, la polizia francese ha annunciato che la prossima settimana demolirà l’accampamento in cui attualmente vivono circa quattromila persone che sperano di raggiungere il Regno Unito proprio utilizzando il tunnel come via per superare la Manica. Le autorità hanno imposto a molti degli occupanti i campi di fortuna di liberare almeno un terzo del campo improvvisato e trasferirsi in altri campi o in tendopoli o container convertiti in abitazioni di emergenza. Una soluzione temporanea e, soprattutto, insufficiente: gli alloggi di fortuna disponibili infatti sono non bastano ad accogliere più di 1.500 persone, molte di meno rispetto alle 4mila che attualmente vivono accampati vicino all’autostrada e all’accesso al tunnel. “Noi semplicemente non possiamo lasciare la gente a congelare nel fango. È disumano”, è stato il commento di Vickie Hawkins, direttore esecutivo di Medici Senza Frontiere dopo aver visitato alcuni campi la scorsa settimana.
Sono in molti a ritenere che la misura adottata dai funzionari francesi e dalla società rappresenti prima di tutto uno strumento volto a scoraggiare altri migranti che sperano di riuscire ad arrivare nel Regno Unito passando attraverso il tunnel.

