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Dopo che la Nato ha chiesto alla Francia di non vendere alla Russia le due navi da guerra portaelicotteri Mistral, di cui una, la Vladivostok, praticamente pronta e con già i 400 marinai russi a bordo, e l’altra, la Sebastopol, in costruzione, per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro, è arrivato l’avviso del viceministro della Difesa russo Yury Borisov, il quale ha avvertito che “Non importa se sul calendario c’è scritto 31 dicembre 2014 o primo gennaio 2015, noi stiamo attendendo la decisione della Francia. Saremmo contenti di entrambi gli sviluppi: le Mistral o la restituzione di tutto il denaro investito”. Borisov ha anche osservato che, vista la svalutazione del rublo di quasi il 60%, la restituzione del denaro in euro “potrebbe al momento essere preferibile”.
Il contratto tra Francia e Russia è stato negoziato a partire dal 2008 ed è stato sottoscritto nel giugno 2011 sotto la presidenza di Nicolas Sarkozy. Della costruzione se ne è occupata la società Dcns, un grande gruppo industriale francese a partecipazione statale specializzato nella costruzione di sistemi di difesa navali. Il contratto ha previsto anche l’istallazione di vari sistemi tecnologici per un valore di 220 milioni di euro e la formazione degli equipaggi russi.
Nei giorni scorsi lo stesso viceministro aveva fatto sapere che a Marina russa “se la caverà tranquillamente” anche senza le due navi e che “La portaerei non rappresenta un elemento indispensabile per lo sviluppo della nostra flotta militare”: “Mosca – aveva aggiunto – saprà spendere in modo più efficace”.

