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Alla fine la Francia ha deciso di non fornire alla Russia le due navi da guerra portaelicotteri classe Mistral, la Vladivostok (sulla quale già vi erano 400 marinai russi) e la Sebastopol, per un valore complessivo di 1,2 miliardi.

Il contratto tra Francia e Russia è stato negoziato a partire dal 2008 ed è stato sottoscritto nel giugno 2011 sotto la presidenza di Nicolas Sarkozy. Della costruzione se ne è occupata la società Dcns, un grande gruppo industriale francese a partecipazione statale specializzato nella costruzione di sistemi di difesa navali. Il contratto ha previsto anche l’istallazione di vari sistemi tecnologici per un valore di 220 milioni di euro e la formazione degli equipaggi russi.

La richiesta di non vendere le due navi è arrivata nel novembre scorso dalla Nato a seguito delle tensioni crescenti con Mosca sulla questione ucraina, e come da clausole ora la Francia è tenuta a versare alla Russia la maxi-penale che con gli 800 milioni di euro già versati dalla Russia costerà una botta sulle casse francesi da 1,2 miliardi di euro.

“Impossibile consegnare le navi in queste condizioni – ha spiegato Hollande – con le sanzioni europee imposte a Mosca per il suo ruolo nella guerra civile che lacera l’Ucraina. Con Putin la questione è già stata chiarita”.

In dicembre il viceministro della Difesa russo Yury Borisov aveva avvertito che “Non importa se sul calendario c’è scritto 31 dicembre 2014 o primo gennaio 2015, noi stiamo attendendo la decisione della Francia. Saremmo contenti di entrambi gli sviluppi: le Mistral o la restituzione di tutto il denaro investito”. Borisov ha anche osservato che, vista la svalutazione del rublo di quasi il 60%, la restituzione del denaro in euro “potrebbe al momento essere preferibile”.