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Come era stato annunciato lo scorso 6 gennaio, quindi poche ore prima degli attentati di Parigi, il governo francese ha inviato nei pressi delle coste siriane la portaerei a propulsione nucleare Charles de Gaulle, accompagnata da un sottomarino d’attacco a propulsione nucleare della classe Barracuda e da altri mezzi di superficie.

La Charles de Gaulle, ammiraglia della flotta d’Oltralpe, trasporta cacciabombardieri Rafale e Super Etendard, impiegabili nei raid contro l’Isis; al momento la Francia ha attivi 9 Rafale e 6 Mirage nello scenario iracheno, con base in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti, e fino ad oggi la Francia si era rifiutata di colpire in Siria per non avvantaggiare l’esercito di al-Assad.

E’ stato lo stesso presidente Fracois Hollande a portare i suoi auguri ai militari a bordo della portaerei e nel suo discorso contro il terrorismo ha detto che “la missione che comincia è anch’essa una risposta al terrorismo: loro ci fanno la guerra e noi dobbiamo mettere in atto gli strumenti necessari di fronte alle minacce”. Ha quindi aggiunto che “di fronte al jihadismo, all’estremismo e al terrorismo, la Francia deve agire per se stessa e per il mondo. Deve assistere quei Paesi che fanno appello a Parigi nel quadro internazionale e con mandato dell’Onu”, per cui la de Gaulle “lavorerà a stretto contatto con le forze della coalizione e darà tutti i mezzi per agire in caso di tensioni”.