di Giacomo Giorgini Pignatiello –
Ancora una volta l’ex presidente della Francia Sarkozy si trova al centro delle cronache. Dopo le varie inchieste giudiziarie che l’hanno visto protagonista, questa volta è infatti finito davanti alla magistratura per un motivo bizzarro: il nuovo nome con cui ha battezzato il suo partito, l’UMP, oggi “Les Républicains”.
Negli ultimi tempi infatti Sarkò, fortemente attaccato dalla Le Pen, che per denunciare l’inciucio destra-sinistra storpiava il nome del partito in UmPs, si è trovato a dover dare una nuova immagine al proprio gruppo, che sta vivendo una crisi di consenso nel Paese. Sono allora stati nominati due vice presidenti giovani,entrambi quarantenni: Nathalie kosciusko-Morizet e Laurent Wauquiez, si è ipotizzato un tesseramento a prezzo ridotto e si è espressa la ferma volontà di cambiare lo statuto.
Ma ciò che proprio non è andato giù ai francesi è stato quel termine un po’ scimmiottato dagli americani: “Les Républicains”, cioè i Repubblicani. Sono state infatti sporte ben 4 denunce dalle associazioni di sinistra e 143 da cittadini che portano quel cognome.
La causa è stata trattata con procedura d’urgenza e alla fine la giustizia francese ha dato ragione a quel partito che dal dopoguerra ad oggi ha già cambiato 5 volte la propria carta d’identità. Avranno tirato un sospiro di sollievo i dirigenti dell’ex UMP che avevano già speso 400 milioni di euro in materiali promozionali col nuovo nome.
Intanto si aprono i termini per i ricorsi contro la sentenza e sabato sono attesi circa 20 mila sostenitori del partito al Congresso de Les Républicains che vedranno se ratificare o meno la proposta del loro leader.

