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Affiora sempre più la pista maltese nelle indagini sui sospetti terroristi legati all’Isis transitati in Italia. Gli inquirenti stanno passando al setaccio gli spostamenti del siriano Alali Fawaze, 30 anni, fermato all’aeroporto di Orio al Serio pochi giorni or sono con un altro dello stesso Paese, il 19enne Alari Azma, mentre si stavano per imbarcare alla volta di Malta con un passaporto falso.
Non si tratta dei primi fermi del genere, tanto che sono diversi i sospetti legati all’Isis individuati nelle ultime settimane anche in altri aeroporti italiani, tutti diretti a Malta.
Fawaze, in custodia cautelare a Bergamo per il rischio di fuga e di gravi indizi di colpevolezza, continua a sostenere di non essere legato all’Isis, che la divisa con cui risulta essere vestito nelle immagini rinvenute nel cellulare sono quelle di poliziotto a Raqqa, lavoro a cui era obbligato dai jihadisti.
I due sono stati processati per direttissima per i documenti falsi, ma sono ancora in carcere per il prosieguo delle indagini. Dal telefonino di Azma è risultato un video sarcastico che riporta i fucili dei jihadisti emettere pernacchie, per cui ancora si sta valutando se effettivamente potrebbe trattarsi o meno di un terrorista. Interrogato dagli inquirenti ha affermato in lacrime che “Odio l’Isis: mio fratello era un soldato ed è rimasto ucciso. Come potrei sposare la causa che è stata all’origine della sua morte, che ha causato un così grande dolore a me e a mia madre?”
Resta da capire perché anche loro, come altri sospetti, si stessero dirigendo a Malta, paese membro dell’Unione Europea e luogo che potrebbe rappresentare per i terroristi una base logistica dove organizzare le attività criminali.

