di C. Alessandro Mauceri –
Nei giorni scorsi è stato scritto l’ennesimo capitolo della disputa tra Italia e Francia a proposito del confine tra i due paesi sul Monte Bianco.
Un confine che, sulla carta, sembrerebbe ovvio (delimitato dalla catena delle Alpi), ma che in realtà dal 1860 è oggetto di aspre dispute.
Da oltre mezzo secolo Italia e Francia si contendono una piccola fetta di territorio la cui importanza deriva solo ed esclusivamente dal fatto di essere sul Monte Bianco. A riaccendere la disputa è stato il sindaco di Chamonix, Eric Fournier, che ha bloccato l’accesso al ghiacciaio del Gigante dal rifugio Torino, che si trova 80 metri sotto all’arrivo a Punta Helbronner della nuovissima funivia Skyway. Il sindaco di Chamonix ha deciso di chiudere a chiave l’accesso ufficialmente per “motivi si sicurezza”. E lo ha fatto senza dare nessuna comunicazione sul territorio italiano.
“La questione è annosa, deve essere affrontata e risolta”, ha detto il sindaco di Courmayeur Fabrizia Derriard. L’azione del sindaco della cittadina francese non è passata inosservata anche per il fatto che sul passo esistevano dei cartelli firmati anche dalla Guardia di Finanza che segnalavano il pericolo: le autorità francesi “hanno tolto gli avvisi di pericolo che avevamo posizionato dopo il massiccio afflusso di turisti nei mesi scorsi” ha detto la Derriard. Che ha aggiunto: “il problema fondamentale, al di là di questo specifico caso, è avere una definizione congiunta del confine”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Regione Valle d’Aosta Augusto Rollandin, che ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro degli Esteri Gentiloni per chiedere un intervento urgente del governo italiano.
In un momento particolare come quello attuale dove, in Europa e nel resto del mondo, i confini hanno assunto una importanza che sembravano aver perso, l’annosa questione del confine tra Italia e Francia è tornata a scaldare gli animi.
Ciò che lascia perplessi è il fatto che un simile accanimento non ha alcun senso dal momento che riguarda un punto di “frontiera” tra due paesi i cui confini dovrebbero essere stati aboliti dal trattato di Schengen.

